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Comunicazione ”Populitica” ai tempi del Covid 19

Da quando la pandemia è giunta in Italia, anche la politica ha cambiato radicalmente il sistema di comunicazione. Tutto gira intorno al Covid-19 e alla strumentalizzazione dei suoi effetti sulla popolazione. Nella confusione più totale e nel Paese ostaggio della disinformazione, la classe politica si è divisa in due fronti. Da una parte c’è il governo, il quale ha optato per una comunicazione istituzionale e silente alle domande della gente. Dall’altra troviamo l’opposizione, che ha dato voce al popolo.

Una comunicazione a senso unico

Il governo ha scelto di seguire una linea a senso unico, andando dritta verso una comunicazione istituzionale. Sull’onda del terrore, il Presidente del Consiglio ha  convocato numerose conferenze stampa, limitandosi a enunciare i diversi DPCM. Non ha fatto i conti però con il fatto che il terrore sta lasciando spazio all’esasperazione degli italiani, in molti casi costretti a lasciare momentaneamente la propria attività o il proprio lavoro. In tal modo, le istituzioni hanno adottato una gestione discutibile del Belpaese, attraverso manovre azzardate e azioni che hanno influito negativamente sull’economia. Non ha aiutato poi la scelta di rifugiarsi in una comunicazione sorda alle richieste dei cittadini, lontana dalle difficoltà della gente e per certi versi accusatoria, come nel caso della movida giovanile.

La comunicazione populitica

Ne hanno approfittato quindi i partititi oppositori per schierarsi con i lavoratori, rischiando a volte di sfociare in una vera e propria propaganda. La comunicazione politica dell’opposizione ha assunto una piega “populitica”, dove è emersa una dose abbondante di populismo nella divulgazione. Così facendo, gli oppositori hanno ottenuto un gran seguito e hanno contribuito a incrementare la sfiducia verso le istituzioni da parte dei cittadini, ormai in preda all’odio e alla disperazione. A ragion di ciò, la minoranza in parlamento ha incitato gli italiani a scendere in piazza.

La risposta dei cittadini

I cittadini hanno risposto alla chiamata dell’opposizione, pronti a protestare per le scelte del governo. Purtroppo, però, le proteste non sempre hanno avuto un esito pacifico e sono state numerose le manifestazioni dove l’illegalità ha preso il sopravvento. Complice la presenza di figure losche, le piazze italiane sono state teatro di scontri con la polizia e di saccheggi nei negozi. L’odio ha pervaso le strade delle città e sono sempre più le persone che trovano sfogo nella rissa. Questo scempio non rappresenta le ragioni espresse dai lavoratori, i quali chiedono solamente condizioni economiche migliori e soprattutto più libertà.

Panem et Circenses

Dopotutto i cittadini hanno fatto sentire la loro voce a distanza di tanti anni. Non è certo il momento migliore per scendere in piazza , data la pericolosa presenza del virus, ma questa è la situazione giusta per protestare secondo il popolo. La chiusura dei ristoranti ha dato vita alle manifestazioni, alle quali si sono aggiunti tutti gli italiani lasciati sul lastrico. Il settore della ristorazione ha fatto così scattare la scintilla, dove sfortunatamente è riuscita a penetrare anche la frangia più ostile del tifo organizzato. Panem et circenses scrisse Giovenale. Dopo aver chiuso gli stadi, gli italiani non sembrano più così soddisfatti a rimanere incollati sui social o a vedere i soliti reality. A ragion di ciò, il clima teso avvolto dalla forte delusione sociale ha portato i cittadini a reclamare i propri diritti in prima persona. Una mossa criticabile sotto molti aspetti, ma senza dubbio democratica.