Il lobbying e la rappresentanza di interessi

Il lobbying è un insieme di manovre mirate a promuovere gli interessi di determinate categorie di imprenditori presso le istituzioni. Le attività di lobbying di un’organizzazione rientrano nelle mansioni degli esperti di pubbliche relazioni, i quali si occupano di rappresentare gli interessi legittimi dell’azienda a livello politico e amministrativo. La parola lobbying deriva da “lobby”, vocabolo inglese che significa in italiano “loggia” o “tribuna”. Il termine indica il luogo dove i deputati incontravano i rappresentanti dei vari gruppi di interesse all’interno della Camera dei Comuni, una delle due assemblee insieme alla Camera dei lord situate nel Parlamento del Regno Unito. A tal proposito, le persone che attendono i parlamentari nella lobby per dialogare sono chiamati, a lungo andare, “lobbyists

Le origini del lobbying

Questo fenomeno affonda le sue radici fin dal XVIII secolo, precisamente negli Stati Uniti. La storia di questa professione si intreccia con la vita di un noto personaggio della politica americana. La figura di James Madison è stata fondamentale per lo sviluppo di questa attività. Oltre ad essere il quarto presidente degli Stati Uniti, Madison è stato uno dei padri fondatori della Costituzione americana, collaborando alla pubblicazione de “Il Federalista”.

Il volume, una raccolta di 85 articoli, è la base su cui si fonda l’attuale Costituzione. Il saggio n.10 è sicuramente un punto cardine per la nascita del lobbying . Scritto da Madison, l’opera fornisce una soluzione logica per la gestione delle fazioni, ovvero i gruppi organizzati dai cittadini con il fine di rappresentare vari interessi sociali, economici o intellettuali. All’interno del testo il patriota americano sostiene pienamente l’esistenza delle fazioni politiche, consentendo così agli interessi privati di influenzare il sistema politico.

Celebre l’affermazione “la ricerca della soddisfazione dell’interesse individuale è insita nella natura dell’uomo”, da lui pronunciata. In tal modo, lo scopo di Madison è stato di riuscire ad accordare gli interessi personali dei cittadini con  il federalismo, creando un compromesso sociale tramite l’azione dei gruppi privati al centro della democrazia. Di conseguenza, questa mossa ha permesso alla popolazione statunitense di esprimersi maggiormente e non solo una volta ogni quattro anni attraverso le elezioni presidenziali.

Lobbismo in Italia

Nel corso del ‘900 il lobbying ha trovato terreno fertile anche nel Belpaese. In Italia il lobbismo e la rappresentanza degli interessi organizzati hanno assunto uno sviluppo molto ampio a causa di alcuni fattori legati al sistema politico. A ragion di ciò, le caratteristiche principali sono proprio una forte influenza sulla cultura politica nazionale e un sistema basato sui rapporti diretti e immediati tra lobbista e decisore.

Inoltre questa professione è da sempre vista con sospetto, venendo additata alla corruzione e alla criminalità. Queste etichette nascono, infatti, dalla scarsa regolamentazione dal punto di vista normativo. Negli Stati Uniti dove vi è addirittura un codice etico ben preciso, qui in Italia il lobbying appare come un mondo oscuro e privo di trasparenza.

Ovviamente la realtà è ben diversa e bisogna sottolineare che dietro al lobbismo girano tante voci errate e numerosi luoghi comuni, dettati da una mancanza di cultura in materia.

Ciò trova conferma negli ultimi anni, specialmente in Parlamento dove sono state fatte numerose modifiche. Spesso questo lavoro è praticato da gente qualificata, esperta di Legge e di relazioni esterne. Nonostante ciò, a volte, è presente un modello di relazione istituzionale più orientato all’esercizio dell’influenza come relazione sociale che alla comunicazione come processo.

Professione lobbista

Come riportato in precedenza, questo lavoro è spesso considerato al limite dell’illegalità. In realtà, praticare attività di lobbying è quindi un’ azione molto delicata. Sono infatti dei professionisti specializzati che svolgono il ruolo di mediatori e negoziatori tra gli interessi che rappresentano e la politica.

Usufruiscono delle loro prestazioni aziende, organizzazioni, gruppi di interesse e anche sindacati. Per questo motivo fanno da tramite, diventando uno strumento con cui gli elettori possono far giungere le proprie esigenze agli eletti. I lobbisti ricevono le richieste del cliente e valutano congiuntamente il modus operandi.

Una volta decisi i percorsi da intraprendere, trasmettono le proposte alla classe politica, mostrando agli eletti le varie problematiche. Hanno il compito, quindi, di aiutare la politica a prendere decisioni più chiare e a 360°. Tuttavia  le lobby curano gli interessi di parte e cercano di influenzare i processi decisionali a favore della propria posizione.

 

 

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