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Fuga dal Mezzogiorno

I giovani scappano dal Sud Italia. A spingere milioni di ragazzi e ragazze ad abbandonare il Mezzogiorno è la mancanza di lavoro e il desiderio di crearsi un futuro altrove. Così, accanto alla fuga di cervelli all’estero, si continua a registrare un’emigrazione interna dettata dalla mancanza di prospettive occupazionali.

A fotografare una situazione ormai cronicizzata ci ha pensato l’ufficio Studi di Confcommercio che ha diffuso un report sull’ “Economia e l’occupazione al Sud dal 1995 al 2020″.

Al Sud Pil dimezzato rispetto al Nord

L’esodo continuo e costante ha, paradossalmente, ridotto la ricchezza prodotta dal Mezzogiorno. Tra il 1995 e il 2020, il peso percentuale della ricchezza prodotta dal Sud sul totale nazionale si è ridotto di due punti percentuali, passando da poco più del 24 per cento al 22. Il Pil pro capite non solo è sempre rimasto circa la metà di quello del Nord, è pure diminuito mentre nel resto del Paese è cresciuto.

Un circolo vizioso che taglia sempre di più il Paese in due, con le regioni del Mezzogiorno alle prese con un pesante spopolamento e una costante decrescita in termini economici e occupazionali, con i giovani che abbandonano la propria terra in cerca un futuro e le donne che si sentono disincentivate sia in termini di partecipazione al mercato del lavoro che a scegliere di diventare madri.

Giovani in fuga dal Mezzogiorno

La scarsa produttività, quindi, influenza in negativo non solo le condizioni economiche ma anche quelle sociali di vita. A causa dell’emigrazione, il Sud perde sempre più residenti e ad andare via sono quelli che dovrebbero rappresentare il motore per il futuro: i giovani. I dati parlano chiaro. La popolazione al Sud è passata dal 36,3 al 33,8 per cento tra il 1995 e il 2021. I giovani con meno di 19 anni, rispetto al 1995, sono oltre 1,6 milioni in meno. Numeri che rappresentano la quasi totalità della perdita dei giovani in tutta Italia.

Il problema della denatalità

Le donne, in un simile contesto, sono disincentivate sia a partecipare alla vita lavorativa che a diventare madri. Se da una parte i giovani vanno via, dall’altra non nascono abbastanza bambini e, benché il problema non sia soltanto del Sud, una situazione del genere penalizza l’intera Italia.

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