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Governi e istituzioni bannano TikTok

TikTok è ufficialmente nei guai. Molti governi e istituzioni in giro per il mondo lo stanno bannando, soprattutto ne stanno vietando l’utilizzo all’interno dei “palazzi di potere”. Il problema? La proprietà cinese e i dati che la app riesce a raccogliere dall’utilizzo della piattaforma. Questa censura operata da molti Paesi ha l’obiettivo di creare pressione sulla piattaforma affinché si allontani dalla società madre cinese.

Perchè i governi vietano TikTok

La censura che governi e istituzioni di tutto il mondo stanno applicando dipende in primo luogo dalla proprietà cinese che gestisce la piattaforma. Legislatori e autorità di regolamentazione occidentali (e non) hanno più volte evidenziato di essere preoccupati del fenomeno TikTok soprattutto per quanto riguarda la società che lo gestisce, la ByteDance. Il problema principale è che la ByteDance raccoglie i dati sensibili emessi dagli utenti che navigano sul social e, successivamente, questi dati cadono nelle mani del governo di Pechino.

Ciò è possibile perchè ci sono delle leggi che consentono al governo cinese di richiedere segretamente dati alle aziende e ai cittadini cinesi per operazioni di raccolta di informazioni. L’altro pericolo è che la Cina possa utilizzare le segnalazioni dei contenuti di TikTok per fare disinformazione.

TikTok ha provato a difendersi dalle accuse, tentando di prendere le distanze da ByteDance, ma il dubbio rimane e molti governi hanno deciso di prevenire in anticipo applicando divieti. Da Taiwan agli USA fino all’Unione Europea: la lista di soggetti che ha dichiarato guerra a TikTok è abbastanza fitta. In Italia l’argomento è all’ordine del giorno. Il governo sta iniziando a considerare il social cinese come una minaccia e a stretto giro verranno presi i primi provvedimenti.

Taiwan e USA

Taiwan, in continuo conflitto con Pechino, è stato il primo Paese il cui governo ha vietato l’utilizzo di TikTok nelle sedi istituzionali. Il divieto è scattato lo scorso dicembre. Contemporaneamente anche gli USA hanno cominciato con le prime restrizioni. L’amministrazione Biden ha proibito l’uso del social suidispositivi di proprietà della Camera e dei membri che ne fanno uso, dato che l’app è stata considerata “ad alto rischio a causa di una serie di problemi di sicurezza“. L’unica soluzione è stata quella di disinstallare la app.

Unione Europea e Canada

La Commissione Europea qualche settimana fa ha sferrato un duro colpo alla piattaforma. Infatti è stato introdotto ai suoi oltre 30.000 dipendenti il divieto di utilizzare l’app sui dispositivi governativi e su quelli personali collegati ad app o servizi email dell’UE. L’obiettivo è quello di proteggere i dati e aumentare la sicurezza informatica.

Il Canada ha introdotto la stessa misura per cui TikTok risulta bannato dai dispositivi governativi e c’è il sentore che il governo canadese decida anche di procedere con azioni più mirate per colpire TikTok e la ByteDance.

Danimarca, Belgio e Regno Unito

L’agenzia per la cybersecurity danese ha stabilito che TikTok rappresenta una minaccia per il Paese e lo espone ad attività di spionaggio. Il Ministero della Difesa ha vietato l’uso della app, come anche l’emittente pubblica danese che ha bloccato la piattaforma sui telefono dei dipendenti.

Stessa situazione in Belgio dove TikTok è stato bannato dai dispositivi governativi per una questione di sicurezza e di manipolazione dei dati. Il Regno Unito, al contrario, si era astenuto dalla decisione più o meno comune di bannare TikTok a livello istituzionale. Ora invece ha cambiato prospettiva. Sia il governo britannico che i vertici della BBC hanno espressamente chiesto ai propri dipendenti di limitare l’uso della app, specialmente sui dispositivi aziendali, a meno che non sia strettamente necessario.