Covid-19: si cerca ancora il vaccino alla cultura trash

Covid

Può una battuta sul Covid-19, ripresa tra molte altre, scelta in fase di montaggio video di un servizio televisivo, diventare ‘virale’? La storia della signora Angela Chianello, ormai in arte la signora “Non ce n’è Coviddi!”, sembrerebbe dirmi di sì. Dopo essersi lamentata del trattamento subito dalla D’Urso per l’improvvisa popolarità, la frequentatrice delle spiagge di Mondello si è fatta furba. Si è interrogata su come sfruttare l’enorme visibilità e si è lanciata su Instagram: 180.000 followers in 24 ore. Per intenderci, politici, uomini di spettacolo e divulgatori scientifici possono passare l’intera vita su questo mezzo rischiando di non arrivare mai a queste cifre.

“Buongiorno da Mondello”

Notorietà di sberleffo, di derisione, si dirà. Ma sta di fatto che oggi basta azzeccare un motto giusto, uno slogan, per arrivare alla ribalta mediatica. C’è perfino chi si è preso la briga di sviluppare un gioco per cellulari: bisogna colpire diversi virus Covid che convergono al centro schermo, colpirli mentre vengono divulgate altre massime della signora (“Buongiorno da Mondello”, “Oggi ammare”) e, se sono troppi, pigiare un pulsante che enuncia l’aforisma tanto atteso: “Non ce n’è Coviddi!”. La soddisfazione dell’utente è ora raggiunta.

Covid e Social Media

Pur non criticando l’attualità dei social di cui tutti, volenti o no, facciamo parte, qualche considerazione va fatta. Qui abbiamo una signora che ha affermato l’assenza di un virus. Difatti nell’intervista si guardava bene da indossare qualsivoglia mascherina. Un virus che ha ucciso, e uccide, migliaia di persone. Che ha fatto piangere centinaia di famiglie. Che ha strappato tanti anziani dal crescere i propri nipoti. E rispetto al quale noi stiamo ancora combattendo. Giorno dopo giorno.

Il successo del Trash

D’altra parte una cosa più è trash, e più spesso trova consensi tra la gente. Più è eccessiva, più è seguita. Più è ‘forte’ e più ha notorietà nella comunicazione istantanea. E la ragione tace. Siamo quindi tutti ignoranti o, almeno, non abbastanza informati? La domanda va presa in considerazione. Sì perché il messaggio della signora di Mondello è diventato virale anche a causa della voglia di esorcizzare la paura di un virus, trovando spazio perfino tra i negazionisti. E come ogni paura si basa sulla mancanza di approfondimento e conoscenza sul tema. Giacché l’estrema pericolosità del Covid-19 non è oggetto di dibattito. Riducendosi ai fattori minimi, la notorietà della signora di Mondello è dovuta a un processo cognitivo che segue paura e ignoranza diffuse. E tutto questo è un po’ triste. La risposta alla domanda è un mix delle due cose: quanto più siamo ignoranti, tanto più non ci informiamo.

In conclusione

Successo tanto rapido quanto rapido sarà il declino. Si ricordi le ragazze ‘del calippo’ che un’estate fecero ridere tutt’Italia. In quelle adolescenti di Ostia, nella signora di Mondello, ci riconosciamo, o al contrario ci sentiamo estranei. Proviamo simpatia, o repulsione. In ogni caso una reazione la fanno. Parlano i numeri. In questa società senza più riferimenti basta poco per sorprenderci e, subito dopo, annoiarci. E passeremo a un altro contenuto cercando di sopire questo nostro vuoto, anziché leggere e approfondire l’argomento. Infettandoci moralmente di trash in trash, finché morte non ci separi.

In ogni caso quindi, “Coviddi” ce n’è

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